Oggi in aula voto favorevole a opera strategica per sviluppo e rigenerazione città
In Assemblea capitolina abbiamo votato a favore della delibera sul nuovo stadio della Roma. Si tratta di un passaggio molto importante per il futuro della città. Non parliamo soltanto di un impianto sportivo all’avanguardia, ma di un progetto più ampio di rigenerazione urbana che porterà nuovi servizi, nuovi spazi pubblici e nuove infrastrutture.
È uno dei più grandi investimenti privati previsti a Roma negli ultimi decenni, circa un miliardo di euro, con importanti ricadute economiche e occupazionali per la città.
Con questo voto Roma compie un passo concreto verso la realizzazione di un’infrastruttura moderna che rafforzerà la capacità della Capitale di attrarre investimenti e ospitare grandi eventi internazionali.
Il nuovo stadio rappresenta uno dei tasselli del percorso di sviluppo e modernizzazione che Roma ha avviato negli ultimi anni e che deve continuare a portare avanti con determinazione.
Il mio discorso in aula
Il voto che oggi siamo chiamati a esprimere riguarda un progetto che va ben oltre la realizzazione di uno stadio. Parliamo infatti di uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti previsti a Roma nei prossimi anni, capace di contribuire in modo determinante alla modernizzazione e allo sviluppo della città.
Il progetto si inserisce nel quadrante Tiburtina-Pietralata, un’area che negli ultimi anni ha conosciuto importanti trasformazioni urbane e che può diventare uno dei poli di sviluppo più significativi della Capitale. Una comunità urbana in forte evoluzione, con una presenza crescente di studenti universitari, che però attende ancora spazi pubblici di qualità e infrastrutture adeguate.
Uno degli elementi più qualificanti del progetto è la sua integrazione con la mobilità su ferro. La linea B della metro e la stazione Tiburtina consentono di gestire grandi flussi di persone riducendo l’impatto del traffico privato: è il modello adottato dalle principali città europee per gestire grandi eventi senza congestionare la città, ed è la scelta giusta per rendere Roma davvero moderna.
Sul fronte della mobilità dolce, il progetto prevede una pista ciclabile lungo l’asse nord-sud, tre velostazioni e oltre 3.500 posti bici, con passerelle ciclopedonali che collegheranno l’area alla stazione Tiburtina, al quartiere Monti di Pietralata e all’ospedale Pertini.
Ma uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio l’impostazione urbanistica dell’area. Lo stadio, infatti, non è pensato come un impianto isolato circondato da parcheggi, ma come un edificio inserito in una sequenza di piazze urbane e spazi pubblici pedonali che collegano la stazione Tiburtina, il parco centrale e l’area dello stadio.
È una scelta progettuale molto chiara: l’accesso all’impianto avverrà principalmente attraverso spazi pedonali e piazze urbane, secondo un modello ormai consolidato nelle grandi capitali europee.
L’intervento interessa un’area complessiva di 27 ettari, di cui 11,6 destinati a verde pubblico e 3,5 a piazze e percorsi pedonali: in totale circa 15 ettari di spazi pubblici scoperti che resteranno alla città. Un elemento importantissimo che vale la pena ribadire con forza. Sono previsti due grandi parchi integrati nel sistema urbano – il parco dello stadio e il parco centrale, quest’ultimo esteso per quasi 7 ettari – insieme alla pedonalizzazione dell’ex via Sublata, nuove piazze, aree giochi e spazi per lo sport all’aperto. Si tratta quindi di un vero e proprio polo urbano aperto 365 giorni l’anno a residenti, studenti, turisti e cittadini.
L’investimento complessivo sostenuto da capitali privati ammonta a circa 1 miliardo di euro, di cui 696 milioni destinati alla realizzazione dello stadio – un impianto da 60.605 posti, con una curva da 23.000 spettatori, tra le più grandi d’Europa – e la quota restante a opere di urbanizzazione, infrastrutture di accessibilità e spazi pubblici che rimarranno stabilmente al servizio della città.
Si tratta di uno dei più importanti investimenti privati realizzati a Roma negli ultimi decenni, senza un euro di denaro pubblico.